sabato 21 giugno 2008

INTERCETTATEMI!


Le intercettazioni sono strumento vitale per condurre la lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo, al contrabbando, alla droga, alla corruzione del sistema economico e per smascherare i manovratori che spesso si nascondono a livello politico. Il governo di centrodestra e coloro che mantengono posizioni ambigue in Parlamento su questa proposta di "legge bavaglio" non hanno alcun rispetto dei cittadini se affermano che la limitazione delle intercettazioni è a tutela della privacy (leggi le dichiarazioni del Ministro della Giustizia Alfano) dell’individuo quando negli ultimi anni le intercettazioni si sono rivelate l’unica tutela dei cittadini dalla disonestà di molti politici. Il Pd tentenna ed anche in questa battaglia spetta all’Italia dei Valori il ruolo di schierarsi come unica vera opposizione.

Loro nascondono qualcosa, noi no! Intercettatemi!

Per aderire a questa iniziativa cliccate qui http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/2008/06/intercettatemi.php e seguite le istruzioni.

Rebecchi Lorenzo
Segretario cittadino IDV
347/0900421

giovedì 19 giugno 2008

Rebecchi Lorenzo è il nuovo segretario cittadino dell'Italia dei Valori a Galliate


Rebecchi Lorenzo, 33 anni, laureato in giurisprudenza, bancario, sposato e padre di due figlie è il nuovo responsabile cittadino del partito dell’Italia dei Valori di Galliate.
Ha lavorato per il movimento giovanile fino a diventare dirigente regionale. Recentemente durante la campagna elettorale per rinnovare le due Camere del Parlamento ha svolto l’incarico di addetto stampa per il partito nell’ambito della provincia di Novara e ha contribuito efficacemente a diffondere sul territorio il programma dell’Italia dei Valori.
E’ stato vicino al movimento degli amici di Beppe Grillo ed ha dato il proprio contributo per la raccolta delle firme, da questi promosse, collaborando fattivamente anche al lavoro del gruppo galliatese dei “ Grillomani”, guidati da Alessandra Carotenuto. In particolare il 25 aprile u.s. durante l’evento in piazza Vittorio Veneto funzionale a lanciare i referendum abrogativi sulla libera informazione.
Dopo anni di militanza e fattiva collaborazione, il partito ritiene di dovere gratificare Lorenzo Rebecchi con questo incarico riconoscendo il lavoro sinora svolto, auspicando un sempre maggiore impegno a continuare il lavoro politico sul territorio, veicolando ed interpretando opportunamente il messaggio politico complessivo dell’Italia dei Valori in un contesto dove legalità e trasparenza risultino valori primari.
Nell’ambito degli obiettivi che si pone Rebecchi particolare enfasi verrà data al dialogo con le associazioni, con la società civile e con tutte le categorie rappresentative del mondo lavorativo, imprenditoriale e economico.
Formulerà proposte e sollecitazioni all’amministrazione comunale come contributo per risolvere i problemi della città e aprirà un confronto con tutte le forze politiche per discutere del futuro del paese.
In particolare le sue iniziative saranno volte a sensibilizzare i cittadini sui temi dell’ambiente, della tutela del fiume Ticino e del relativo parco, a comunicare proposte relativamente al parcheggio sotterraneo, all’organizzazione del personale comunale, ai servizi pubblici e sociali, ai giovani, ai trasporti, alla viabilità e all’assetto urbanistico ed al caro vita.
Chiunque sia interessato a condividere il lavoro del responsabile dell’Italia dei Valori di Galliate può scrivere all’indirizzo e-mail lorenzo_rebecchi@yahoo.it o collegarsi al blog www.italiadeivalori-galliate.blogspot.com ove potrà tenersi aggiornato delle iniziative dell’Italia dei Valori in sede locale e provinciale.


Il Coordinatore provinciale IDV
Renzo Tognetti

mercoledì 18 giugno 2008

Petizione contro l'aumento del prezzo della bolletta dell'acqua


Ciao ragazzi,
vi scrivo perchè voglio proporre alla vostra attenzione una raccolta di firme per una petizione rivolta al Presidente della Provincia di Novara, Sergio Vedovato, per protestare contro l'aumento spropositato della boletta dell'aqua, per spiegarci i motivi di questa situazione e per prendere delle misure per ridurre i costi di un bene molto prezioso per la comunità e per i cittadini. Gli aumenti vanno da un 30 a un 70% circa e la media che è stata rivelata è superiore del 40%. Il sottoscritto ha ricevuto una bella bolletta dell'acqua e mi è arrivata anche qualche bella lettera di protesta per la bella sorpresa. Aveva già trattato questo argomento.
L'acqua è una fonte importante di cui non possiamo fare a meno e non è possibile che con la nascita dell'Ato i prezzi siano aumentati in misura spropositata. Questo è successo anche a Galliate, Cameri, Trecate, Cerano e in altri Comuni che avevano approvato il piano tariffario nel 2006.
La nascita di questa società avviene con la legge quadro Galli e aveva lo scopo di razionalizzare le risorse e di far dimagrire i costi del servizio, per far scendere le spese a carico delle famiglie per i consumi dei rubinetti casalinghi, invece il risultato è stato l'opposto. Il motivo di questo aumento è giustificato dal fatto che è stata cambiata la società che gestiva l'acqua potabile che è passata all' Acque Novara Vco ATO spa.
Morale della favola: per problemi di organizzazione, di operatività, di crescità doi volumi o perchè l'azienda era alle prime armi, essa non è riuscita a calmierare i costi per cui i prezzi si sono innalzati tantissimo.
Chi ci ha rimesso sono gli utenti e le fascie più deboli. Anche se tutta la colpa non si può estendere su Sergio Vedovato. Io punterei il dito contro la società ATO.
I politici e gli nostri amministratori di questa società devono assumersi le sue responsabilità e dare almeno delle chiare spiegazioni. Comunque vorrei sottolineare il comportamento indignitoso, scorretto e leale della società che ha sospeso il servizio di sportello e di consulenza che era previsto a Galliate. Non hanno neanche avuto il coraggio di rispondere delle loro azioni e delle loro inefficienze. L'amministratore delegato e il presidente dell'ATO portano a casa più di 35.000,00 euro di stipendio lordi a testa. Sono soldi buttati via se guardiamo i risultati.
Per questo vi invito a contattarmi per firmare, sempre che vi interessi, e per darmi una mano organizzare un banchetto che si terrà già venerdì mattina in Piazza Vittorio Veneto a Galliate al mercato insieme ad un'altri amici.

Rebecchi Lorenzo
347/0900421

martedì 17 giugno 2008

La vergogna di Berlusconi non ha limiti


"Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale. Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale".
Cosi' il premier Silvio Berlusconi in una lettera al Presidente del Senato, Renato Schifani, in cui annunciava che avrebbe proposto al Consiglio dei Ministri esprimere parere favorevole sull’emendamento Vizzini-Berselli sulla sospensione dei processi (fra cui quello Berlusconi-Mills) e avrebbe presentato un disegno di legge "per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato".
Ma non e' vero che la situazione non ha uguali nel mondo occidentale: i capi del governo e i ministri nei Paesi europei e negli Stati Uniti possono legalmente essere chiamati a rispondere delle loro azioni penalmente e civilmente ed in diversi casi lo sono effettivamente stati.
In Olanda il primo ministro e i ministri sono responsabili civilmente e penalmente per gli atti commessi fuori della loro funzione, mentre in Spagna ministri e capo del governo rispondono penalmente davanti ad un apposito tribunale.
In Gran Bretagna i membri del governo possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente anche degli atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni. Diverse sono state le inchieste attivate nei confonti di Blair e di membri del suo governo anche per questioni di tangenti.
In Germania il Cancelliere e i suoi ministri non godono di immunita' per gli atti di governo, ma sono sottoposti al diritto comune specifico per i funzionari dello Stato, mentre per gli atti estranei all'attivita' di governo non godono di alcuna forma di immunita'.
In Francia i ministri possono essere indagati in qualsiasi momento. Il primo ministro Alain Juppe' fu indagato penalmente durante il suo mandato per un appartamento di proprieta' del Comune di Parigi occupato a canone di favore e dovette traslocare per ottenere l'archiviazione. Fra l'altro in Francia esiste la condanna all'ineleggibilita' (ad es. a Juppe' - alcuni anni dopo la prima inchiesta - furono comminati dalla Corte di prima istanza 10 anni di ineleggibilita', poi ridotti ad uno) e cio' permette quindi ad un Tribunale di intervenire sulla carriera di un politico se questi e' trovato colpevole di un reato.
Negli USA il presidente (che e' anche capo dell'esecutivo) e gli altri membri del governo non godono di una immunita' sancita dalla Costituzione. La Corte suprema ha stabilito - e' vero - che il presidente gode di un'ampia immunita' funzionale legata alla sua doppia carica di capo dello Stato e di capo dell'esecutivo, ma negli ultimi trent'anni magistrati e autorita' indipendenti hanno aperto inchieste contro i presidenti Nixon, Reagan e Clinton. In particolare negli USA esiste la procedura di impeachment, che viene adottata fra l'altro per un presidente che menta al Paese e che porta alle sue dimissioni forzate.
Infine rileviamo che la Corte Costituzionale si e' pronunciata CONTRO e non a favore della legge ideata dall'attuale presidente del Senato durante il precedente governo Berlusconi (lodo Schifani) che garantiva l'immunita' e sospendeva i processi in corso per le cinque piu' alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, premier, presidenti di Camera e Senato e presidente della Consulta. La Corte aveva infatti dichiarato l'illegittimità dell'art. 1 della legge, perchè "viola gli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 24 (diritto di difesa) della Costituzione. Quindi non vi e' stata condivisione in termini di principio da parte della Consulta.
In ogni caso l'idea di Berlusconi e' evitare i processi per reati che nulla hanno a che fare con le funzioni di governo. Ma non e' pensabile, come abbiamo detto in passato, che un primo ministro possa commettere un qualsiasi reato impunemente, quindi eventualmente l'immunita' potrebbe solo riguardare gli atti di governo (eccetto quelli contro lo Stato). Altrimenti ci si potrebbe trovare fra le piu' alte cariche dello Stato anche un assassino.
La strategia di Berlusconi è chiara fin dall'inizio e noi l'avevamo sempre denunciato anche in campagna elettorale. Vuole proteggere subito i suoi interessi a discapito anche del bene del paese.
L'attività di governo è sottomessa al suo volere e vuole utilizzare le istituzioni per i suoi interessi privati.
La giustizia va fermata ad ogni costo e non la vergogna non ha limiti.
Cari italiani per favore, ve lo chiedo in ginocchio, non fatemi fregare. Il futuro del nostro paese dobbiamo condizionarlo noi con il nostro voto.
Berlusconi ci sta riprovando e conta solo delle balle. Senza giustizia non c'è benessere e prospettiva per voi, per il paese e per i vostri figli.

Rebecchi Lorenzo
347/0900421

lunedì 16 giugno 2008

La giustizia è un morto che cammina

Ci dicano subito quale è il processo che si deve fermare. E' quello Mills? Oppure quale altro processo? Lo dicano al Paese e al Parlamento. Faremmo prima. Sarebbe più trasparente dire: la legge è uguale per tutti tranne che per il Presidente Berlusconi e qualche altro amico.
Ogni giorno una nuova perla. Oggi al Senato sono state presentate due norme doppiamente criminogene, come per altro la maggior parte delle disposizioni del Governo Berlusconi in materia di giustizia. Con il primo emendamento che impone ai giudici quali processi fare prima e quali dopo, si viola il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, stabilito dalla Costituzione. Poiché è evidente che tutti i processi che non rientrano nell'elenco, contenuto nell'emendamento, sono destinati a prescrizione sicura, grazie alla cosiddetta legge "Cirielli". Mentre con il secondo emendamento si sospendono i procedimenti penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 anche se il dibattimento di primo grado non si è ancora concluso. Ed inoltre, viene consentito all'imputato di chiedere l'applicazione della pena su richiesta delle parti.
E' chiaro che questa norma porta nome e cognome di chi, ancora una volta, vuole utilizzare la legge per sottrarsi al processo. Insomma una norma per la solita "casta".
Tra l'altro, vorremmo capire, cosa c'entrano queste proposte con la sicurezza dei cittadini? Nulla.
Il piano di attacco alla magistratura è pronto, le norme per salvare i politici con problemi di giustizia sono già state redatte, la Casta comincia a infiltrare le sue ragnatele per stabilizzare i propri assesti di potere.
L'impunità è all'orizzonte. La giustizia è un morto che cammina.

Rebecchi Lorenzo

Non abbiamo paura

Nella notte tra il 14 e 15 giugno è stato ucciso un nostro amico, un fratello di partito, Peppino Basile, consigliere comunale dell’Italia dei Valori ad Ugento e consigliere provinciale a Lecce.
Un caro amico, lo ricordo sin dalle origini dell’Italia dei Valori, era sempre presente: voce grossa, determinato, si batteva sempre per i suoi ideali, tutto ciò che era illegale per lui andava combattuto senza avere riguardo a nessuno. Quando aveva preso posto come consigliere comunale aveva detto: “D’ora in poi qua non si farà più nulla di illegale, altrimenti bisogna passare sul mio corpo”. E cosi aveva detto al consiglio provinciale.
Se lo ricordano tutti, e io lo ricordo bene perché ad ogni nostra manifestazione arrivava per primo con la bandiera addosso e lo striscione tra le mani, e poi arrivavamo noi. Ha fatto dell’Italia dei Valori il suo punto di riferimento per le sue battaglie di legalità, insomma, era più dipietrista di Di Pietro. Ecco perché noi dell’Italia dei Valori vogliamo ricordarlo come un amico che non c’è più, come un amico che ha rimesso la vita per portare avanti i suoi ideali.
Lasciamo alla magistratura scoprire chi sono i colpevoli, crediamo che sia possibile scoprirli, crediamo che non sia difficile scoprirli, perché Peppino non ha mai tenuto nascosti i propri nemici, li ha sempre affrontati a cuore aperto, li ha affrontati nelle aule consiliari, li ha affrontati nelle piazze, li ha affrontati a muso duro, e quindi si può sapere per nome e cognome chi ha ritenuto di chiudere la partita con una decina di coltellate, evidentemente date perché non andava bene come lavorava Peppino.
Non è la prima volta e non è il solo dell’Italia dei Valori che viene minacciato. Lui era già stato minacciato in precedenza. Se ne sa poco, ma settimana scorsa un altro nostro consigliere, Vittorio Giunta, al terzo municipio di Roma, apre la posta e trova un bossolo con minacce bene esplicite di smetterla, perché altrimenti fa una brutta fine.
Vittorio Giunta si occupa di lotta all’usura, si occupa di un commercio trasparente nel suo territorio. Anche lui ha detto che qui le cose bisogna farle secondo legalità, e questo suo contrasto all’usura lo ha portato a queste minacce durissime. Gli siamo vicini, e a tutti i nostri dell’Italia dei Valori diciamo: mai come in questo momento ci sentiamo tutti una famiglia unita, perché le illegalità, ma soprattutto la prevaricazione, le minacce, e le violenze, possano finire.
Non ci intimidiscono e non ci lasceremo intimidire, anche per ricordare in questo modo il lavoro di Peppino Basile, che era una persona vera, con un grande cuore, che credeva nei suoi ideali. Una persona che è morta per i suoi ideali.

Antonio Di Pietro

domenica 15 giugno 2008

Hanno ucciso uno di noi


Ciao ragazzi,
mi spiace disturbarvi la domenica ma vi è stato un grave episodio che ci ha colpito da vicino come movimento. E' da tutta la mattina che sto verificando la notizia e adesso è ufficiale.
Un esponente dell'Italia dei valori è stato ucciso la scorsa notte a Ugento, dove viveva, con varie coltellate al torace. Si chiamava Giuseppe Basile ed era consigliere provinciale di Lecce e consigliere comunale di Ugento. Aveva 61 anni. Le indagini vengono condotte dai carabinieri che sono al lavoro e per ora non escludono alcuna ipotesi.
Basile - a quanto si è saputo - è stato trovato nei pressi della sua abitazione, per strada. Il corpo è stato scoperto da vicini che rientravano nel cuore della notte. L'uomo era un imprenditore e viveva da solo, dopo che si era separato dalla moglie: era molto noto in paese, anche per la sua intensa attività di consigliere comunale di opposizione. Alle ultime elezioni parlamentari era anche stato candidato nella Lista di Pietro per la Camera, al settimo posto. Ugento è un comune di poco più di 11 mila abitanti nella parte estrema del Salento, a una cinquantina di chilometri da Lecce. E' uno dei due comuni della diocesi che ieri, a Santa Maria di Leuca, ha ricevuto la visita di papa Benedetto XVI.
Giuseppe Basile era entrato nel consiglio provinciale di Lecce nel giugno 2005 e nel consiglio comunale di Ugento nel maggio dell'anno successivo. Le sue iniziative di consigliere di opposizione a Ugento spesso in paese suscitavano scalpore. Nel marzo scorso, durante la campagna elettorale per le elezioni parlamentari, aveva vivacemente protestato, e preannunciato esposti alla magistratura, perché la polizia municipale gli aveva rimosso uno striscione per propaganda elettorale di circa tre metri di lunghezza che aveva posto su un balcone sul Comitato elettorale dell'Italia dei valori.
Aspettiamo i riscontri delle indagini prima di esprimere giudizi.
Comunque questo è il rischio di chi lotta ogni giorno contro ogni forma di illegalità.
Non posso che esprimere il mio affetto e la mia vicinanza ai parenti del nostro grande amico.

Rebecchi Lorenzo
347/0900421